Testi Critici

Testi Critici

 Hanno scritto di lei:

  • Walter Campani,
  • Prof. Dino Carlesi,
  • Arch.Giovanni Battista Bassi,
  • Prof. Dino Pasquali,
  • Prof. Paloscia,
  • Prof .Pier Carlo Santini,
  • Prof.ssa Kit Sutherland,
  • Cinzia Lotti,
  • Prof.ssa Lucia Gai,
  • Prof. Nicola Micieli,
  • Prof. Francesco Gurrieri,
  • Artista Carla Lavatelli,
  • Prof. Giorgio di Genova,
  • Prof. Siliano Simoncini,
  • Dott.ssa Chiara D’Afflitto,
  • Dott.Giovanni Casa,
  • Anna Maria Iacuzzi,
  • Gianluca Barni.

 

 

* [...] non è difficile parlare, altrove, chi abbia parlato e parli ,della pace:ma quasi sempre partendo dall’esperienza amara, che il mondo e la storia hanno insegnato chela pace si desidera, ma non c’è.

E’ difficile, invece, fare POESIA sulla pace. Cristina fa una riflessione profonda che coinvolge se stessa e la sua produzione artistica [...]

 Prof.ssa Lucia Gai 2004

 

 

* [...] Cristina ha il dono di esprimersi, di raccontare le sue tristezze e le sue gioie, assorbe ciò chela circonda e lo restituisce nel suo giornale di vita.

La sua non è una scelta ma una necessità. Lavora con l’ingenuità e curiosità di un bambino e ci regala sempre, come diceva Apollinaire, “un vecchio angelo con un piccolo uccellino sulla spalla”.

Sono la voce di Cristina [...]

Lettera aperta dell’ Artista Carla Lavatelli

tratto dalla personale “LA PACE UN DONO”2004

 

 

 

* [...] Di fronte a questi quadri rimarranno forse perplessi quanti pensano che la presenza di un fine etico possa indebolire o sopprimere l’arte. Costoro ispirati da una concezione troppo rigida dell’autonomia dell’arte vedono questa compromessa ogni qualvolta l’artista testimonia nella sua opera esigenze etiche o passione morale.

A costoro, parafrasando e citando Pareyson, ricordiamo che la formazione dell’opera è un puro tentare : lo spunto , la vena,l’esecuzione , ma se è vero che l’esecuzione è un’avventura non si può dire che essa sia priva di guida e condannata a nutrirsi del caso.

Cristina Palandri ha raggiunto l’arte perché ha saputo convertire la propria persona in energia formante, che trova da sè il proprio stile riversandovi tutta la sua passione morale ond’è animata eispirata. [...]

Dott. Giovanni Casa

Tratto della personale “INFANS –IMMAGINE PRIMA”

per Il Telefono Azzurro 1999

 

 

* [...] Comunque , sempre, percorrere lo spazio infinito”oltre l’orizzonte delle coscienza”, come scrive Musil, e verso “un nuovo possibile orizzonte, inesplorato ed annunziato d’improvviso, pieno di tensioni sconosciute, un cui non esistono ancora le cose”.

Cinzia Lotti

Tratto dalla personale” Dimensioni personali “

 

 

* [...] grande scioltezza formale è ricostruibile nelle proposte di Maria Cristina Palandri. Molto singolari sono gli elementi che presenta per l’arredamento, concepite attraverso linee essenziali di notevole richiamo per l’attenzione di chi le osserva, In questo esiste una ricerca molto accurata che, pur partendo da una costruzione per fini pratici, elabora soluzioni del tutto inusuali; ne è un esempio la proposta di abbinare al legno particolari in ceramica come le originali maniglie dei cassetti [...]

Gilda Cefariello Grosso

Tratto da:

“Esperienze di Ricerca” Galleria dell’artigianato Artistico- Fortezza da Basso Firenze 2009

 

 

* [...] da segnalare con simpatia l’efficacia sottile per il mobile d’Artista da “Spazio di Arte Totale”di Cristina Palandri “Omaggio a Tamara de Lempicka “ [...]

ESERCIZI DI CRITICA MILITANTE di Francesco Gurrieri

“Il mobile d’artista per attraversare la new age”. 2002

 

 

* [...] ad una progettualità più aderente ad una possibile serialità produttiva potremmo connettere Cristina Palandri: forse con una accuratezza di “conseguenze suggerite o implicite…..in ascolto…..di incantesimi”come Simoncini scrive. Infatti il “Paravento” di Cristina chiede “un po’ di silenzio, per favore,,, aprite le porte al cielo e che il vento scuota l’erba”. […]

di Giovanni Battista Bassi Architetto

Tratto da:

UN MOBILE D’ARTISTA 1997 curatore Umberto Caselli

 

 

* [...] Con Maria Cristina Palandri entriamo in una dimensione alta della pittura, dove appunto l’opera si fa “altare” dell’arte, ora con delicati pannelli memori delle tarsie rinascimentali, se pur tradotte in un disegno di liriche risonanze , allorchè la prospettiva era la divinità suprema per l’artista e l’inserimento dei solidi geometrici intendono sottolineare questo aspetto, anche se poi piccole asimmetrie rimettono tutto in discussione secondo le esigenze di questi nostri tempi [...]

Prof. Giorgio Di Genova

Tratto dalla:

XXI Premio Sulmona 1994 Rassegna Internazionale d’Arte Contemporanea

 

 

* [...] trovo significativa la propensione alla leggerezza che connota l’opera dell’artista pistoiese nel suo complesso, e non si fa fatica a riconoscere in essa il tratto distintivo della sua personalità . Prima che per una scelta di poetica, da cui consegue un orientamento dello stile, nel caso di Cristina Palandri penso che la leggerezza sia una condizione o un’aspirazione dello spirito, nel modo in cui la intendeva Italo Calvino.E’ una disposizione dello sguardo a prefigurare dimensione altre,ma non per questo evasive [...]

Tratto dalla personale “LA PACE, UN DONO” 2004

Presentazione di Nicola Micieli